Julio Carreras (h)

Conosce l'Inismo nel carcere de La Plata (gennaio1976-ottobre1982), dove si trovava per motivi politici essendo stato tra l'altro redattore della rivista Posición y Patria Nueva nonché coordinatore del Primer Congreso Internacional por la Libertad de Prensa (Facultad de Córdoba, 1974). La rivista Pájaro de fuego aveva infatti pubblicato la lettera di Gabriele-Aldo Bertozzi "A nuestros hermanos de la Argentina". Quello che legge lo colpisce profondamente perché vede nel nuovo movimento di poesia le caratteristiche che dovrebbero possedere tutte le avanguardie per preparare l'arte di domani. All'uscita dal carcere conosce il poeta porteño Hugo Fiorentino, anche lui interessato all'Inismo. Carreras si mette in contatto con Laura Aga-Rossi che gli manda il primo quaderno inista Qu'est-ce que l'Internationale Novatrice Infinitésimale.

L'entusiasmo cresce e lo spinge a far parte con Fiorentino del movimento Siamo nel 1985, nello stesso anno crea e dirige la rivista letteraria Quipu de Cultura, altro organo oltre a El Liberal di cui cura la pagina culturale, di diffusione dell'Inismo. A loro si uniscono Esteban Olocco e Daniel Doñate entrambi cordobesi, nello stesso tempo incontra Maximiliano Mariotti già incluso nel primo quaderno inista che ben conosce. E' il 1986, Carreras (Santiago del Estero) scrive il Primer Manifiesto INI Argentino (22 luglio) controfirmato da Hugo Fiorentino (Buenos Aires), Esteban Olocco (Córdoba) e Daniel Doñate (Córdoba). "Quattro autori quindi di tre centri diversi della vasta Argentina (il che è tutt'altro che trascurabile). Le componenti 'internazionale', 'novatrice', 'infinitesimale' appaiono ovunque nel testo", ma "l'infinito, inisticamente inteso sembra il maggior obiettivo degli argentini". Il testo però, dice Bertozzi, "risente troppo del Surrealismo; ciò fa credere che il movimento di Breton non sia stato ancora superato" (Inismo Spagnolo e Argentino, Chieti, Solfanelli 1992, pp. 21, 22). La rivoluzione del segno infatti spaventa i cofirmatari che di fatto non ardiscono abbandonare la vecchia forma e Carreras resta l'unico rappresentante dell'Inismo argentino.

Il rivoluzionario è coerente, etica ed estetica, sentite forse ancora più profondamente perché pagate a prezzo della libertà fisica, lo inducono a redigere il secondo manifesto (22 luglio 1990). Scrive Bertozzi nel libro succitato: "il II Manifiesto INI Argentino è la conferma della forza creatrice del paese, accumulata per secoli, pronta a esplodere come una supernova, se trova il momento e il giusto portavoce. […] Julio Carreras (h), qui dimostra che il Primer Manifiesto non era un caso, un exploit felice, ma unico; ritorna infatti partendo dal Genesi […] per giungere all'affermazione della ‘mayor revolución cultural de los ùltimos tiempos'. La sua lingua, sicura come le idee che esprime, fa di questo testo un capolavoro dei nostri tempi: l'unica preoccupazione è che la sua 'luce', come quella di una supernova, giunga 'sulla Terra' solo a distanza di tempo e per poco". Nel giugno dell'anno seguente (1991) Carreras pubblica Inismo en Argentina, il terzo manifesto. Unito agli altri due che lo precedono forma, come dice Gabriele-Aldo Bertozzi (sempre in Inismo Spagnolo e Argentino), "una vera trilogia teorica". "Le capacità dell'autore, Julio Carreras (h), parevano non sorprenderci più, eppure ricorderò sempre l'ammirazione degli inisti del gruppo romano quando fu letto per la prima volta questo terzo manifesto!

Ci sorprese la sua piena consapevolezza della situazione argentina che la forza creatrice non può rendere passiva ed espressioni come 'abbiamo deciso di prestar maggior attenzione alla profondità piuttosto che all'originalità' che rapportate appunto a quella realtà, diversa dalla nostra, dimostrano un senso di valutazione davvero straordinario." (p. 124). La forza dei suoi manifesti si diffonde sempre più, in Italia e nel mondo. In Spagna il gruppo Koiné ha adottato integralmente il primo manifesto arricchendolo solo graficamente. Bérénice. Rivista di studi comparati e ricerche sulle avanguardie è il suo punto di maggior diffusione dell'Inismo argentino in Italia. Nel 1997 Carreras pubblica il romanzo inista Bertozzi (Santiago del Estero, Quipu editorial) maturità e compimento di tutti i temi e teorie precedentemente intravisti e abbozzati in altri romanzi e novelle. Il protagonista è un personaggio speciale che riunisce in sé caratteristiche mistico-filosofiche, un visionario che Carreras credeva non potesse esistere nella vita reale fino a che nel maggio del 1995 durante il convegno Arti Comparate, "La Magia" (Pescara) conosce personalmente Gabriele-Aldo Bertozzi. Il momento, magico, ha permesso a tante intuizioni, esplorazioni, attese di compiersi ed esprimersi senza alcuno sforzo, dopo anni di tentativi in cui nemmeno i personaggi delle sue storie riuscivano a uscire vincitori.

 

 

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